GRUPPO  ASTROFILI  HIPPARCOS
CENTRO  DI  DOCUMENTARISTICA  SCIENTIFICA    (C.C.C.D.S.)

Via Nomentana n° 175 - 00161 Roma - Tel.  06/44250561 hipparcos.cds@tiscali.it
COLLEZIONE METEORITI E FOSSILI DEL CDS - HIPPARCOS
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CONDRITI  CARBONACEE

CONDRITE CARBONACEA "ALLENDE":
(classe CV3) frammento di meteorite caduta nel 1969 presso il Pueblo de Allende in Messico. Nei dintorni di quella località furono raccolti molte migliaia di pezzi di varie dimensioni per un peso complessivo di oltre una tonnellata. E’ una condrite di classe CV, contiene acqua e composti del carbonio fino al 5% del suo peso. Le analisi hanno rilevato la presenza di amminoacidi, i "cosiddetti mattoni della vita", che sono gli elementi costituenti le proteine. Al suo interno si trovano anche piccoli inclusi contenenti radioisotopi i cui elementi progenitori si sono formati in un’epoca precedente la formazione del Sistema solare. Le analisi radiometriche indicano un’età di 4559 milioni di anni.
(cm 3,0 x 3,5)

CONDRITE CARBONACEA "ALLENDE":
(classe CV3) frammento di meteorite caduta nel 1969 presso il Pueblo de Allende in Messico. Notare le piccole inclusioni sferoidali di colore bianco: sono le condrule formate da silicati e contenenti minuscoli inclusi di origine extrasolare. La matrice di colore scuro è ricca di acqua e composti del carbonio.
(cm 2,5 x 1,7)

CONDRITE CARBONACEA "DAG 628"
(classe CO3) frammento del peso di g.7,2, rinvenuto nel deserto Libico, regione di Dar Al Ghani. Le condriti carbonacee rappresentano il materiale più primitivo del Sistema solare. La distinzione rispetto alle condriti ordinarie è prevalentemente dovuta al maggiore contenuto in composti del carbonio, fino al 5% del peso rispetto allo 0,1% di carbonio presente nelle condriti ordinarie.
Sono suddivise in sei gruppi CI,CM,CR,CV,CO,CK caratterizzati dal contenuto decrescente degli elementi volatili quali p.e. acqua, carbonio, zolfo.
(cm 3,9 x 2,0)

 

CONDRITI  ORDINARIE  H

CONDRITE ORDINARIA "DAG 626":
(classe H 4) recuperata nel 1998 in Libia, località Dar Al Ghani. Esemplare del peso di g. 223 con splendida crosta di fusione, sulla superficie di taglio sono visibili alcune strutture sferoidali di 1-2 mm di diametro, sono le condrule che caratterizzano le condriti ordinarie dei diversi tipi (H-L-LL) contraddistinte dai numeri 3-5.
(cm 7,5 x 5,0)

CONDRITE ORDINARIA "EL HAMMAMI"
(classe H5) recuperata a Tiris Zemmour in Mauritania nel 1997. La meteorite appartiene alla classe H5. Risulta infatti più ricca in metalli rispetto alle condriti di classe LL e L. La classificazione è effettuata in base alla maggiore o minore abbondanza dei metalli che variano dal 3-4% del peso complessivo nelle LL fino a un massimo del 25% nella classe H.
(cm 10 x 9,5 )

CONDRITE ORDINARIA "DAG 612":  
 (classe H5) recuperata in Libia, deserto di Dar Al Ghani nel 1998. L’esemplare pesa g.135, l’alterazione dovuta alla lunga esposizione agli agenti atmosferici ha completamente rimosso la crosta di fusione. Le condriti ordinarie H sono tra quelle più frequentemente rinvenute.
(cm 5,5 x 5,0)

CONDRITE ORDINARIA "ZAG"
(classe H3-6 brecciata) frammento del peso di g.52, recuperato in Marocco nel 1998. Sono stati trovati numerosi esemplari per un peso complessivo di oltre 150 chili. Una meteorite simile era caduta cinque mesi prima in Texas. Le analisi hanno rilevato la presenza di minuscole gocce d’acqua allo stato liquido, incluse in granuli costituiti da cristalli di sale, NaCl e KCl, rispettivamente cloruro di sodio e di potassio. L’età radiometrica della meteorite è di circa 4500 milioni di anni, e si escludono possibili contaminazioni terrestri. Alcuni ricercatori hanno avanzato l’ipotesi che il corpo progenitore in epoca primordiale sia stato colpito da una cometa i cui ghiacci si sono impastati con i silicati del pianetino, formando piccole sacche di acqua in salamoia. I processi di formazione di questi inclusi salini devono essere stati causati da eventi estremamente rari nella storia del Sistema solare.
(cm 5,0  x 3,7)

 

CONDRITI  ORDINARIE  L

CONDRITE ORDINARIA "CHUBARA"
(classe L5) caduta nel 1954 nella penisola arabica, in Oman. E’ una condrite ordinaria xenolitica, la fetta del peso di g.55, evidenzia scaglie metalliche, la zona chiara corrisponde all’incluso detto "xenolito".
(cm 9,5 x 7,5 )

CONDRITE ORDINARIA "LONG ISLAND"
(classe L6) trovata in Kansas a Long Island nel 1891. La fetta tagliata dal corpo principale, evidenzia minuscole inclusioni di metallo, visibili sotto forma di pagliuzze argentate. Questo tipo di meteorite, una condrite di classe L6, ha subito un riscaldamento all’interno del pianetino progenitore. Il calore ha parzialmente cancellato l'originaria struttura condritica e consentito la fusione dei metalli in minuscole goccioline.
(cm 16 x 9)

 

CONDRITI  ORDINARIE  LL

CONDRITE ORDINARIA "DAG 613"
(classe LL4), ritrovata in Libia nel 1998, nel deserto di Dar Al Ghani. La classe LL corrisponde alle condriti con il minor contenuto di metalli. Nella fetta del peso di g.22 notare bene gli inclusi sferoidali biancastri, sono condrule che caratterizzano le classi di condriti classificate con numeri compresi fra 3-5.
(cm 6,0  x 3,0)

 

SIDERITI  OCTAEDRITI

SIDERITE"CAMPO DEL CIELO"
(classe IA) recuperata a Gualamba nella regione del Gran Chaco in Cile nel 1576, la massa trovata assomma a 15 tonnellate. E’ una siderite octahedrite IA. La fetta del peso di circa 550 g., evidenzia le classiche strutture di Widmanstatten presenti con lamelle chiare e scure fittamente intrecciate e di spessore superiore a 3 mm. Le forme e dimensioni delle lamelle che costituiscono le figure di cristallizzazione variano a seconda dei diversi tipi come si evidenzia nel confronto con la meteorite di Gibeon e rappresentano un carattere diagnostico per la classificazione.
(cm 15,5 x 12,0)

SIDERITE "CANYON DIABLO"
(classe IA) ferri meteoritici prodotti dalla caduta di una grossa meteora circa 30.000 anni fa, nel deserto dell’Arizona. Fine pezzo con taglio lucidato, del peso di 114 g . L’impatto ha formato il Meteor Crater con un diametro di 1,2 chilometri e profondità di circa 300 metri. La maggior parte della meteora è stata distrutta nell’impatto, tuttavia nel deserto circostante sono stati raccolti migliaia di frammenti, il maggiore pesa 638 kg.
(cm 6,5  x 6,0)

SIDERITE "ODESSA"
(classe octahedrite IA ) recuperata nel Texas, Contea di Ector nel 1922. Sono stati rinvenuti decine di migliaia di frammenti, prodotti dall’impatto di una meteora circa 50.000 anni fa. Frammento intero, del peso di g.129, presenta la classica patina rugginosa che caratterizza le meteoriti metalliche esposte agli agenti atmosferici.
(cm 4,5 x 2,0)

SIDERITE "TOLUCA"
(classe IA) frammento di circa 650 g.. La meteorite è stata recuperata in Messico nella regione di Xiquipilco nel 1776. Il peso complessivo degli esemplari raccolti supera i 1200 chilogrammi.
(cm 9,0  x 5,5)  e  (5,5 x 3,5)

SIDERITE "SIKHOTE ALIN"
(classe IIB) caduta a Sikhote Alin in Siberia URSS, il 12 febbraio 1948. La sua caduta avvenuta in pieno giorno e fu osservata da migliaia di testimoni. Il pezzo principale della meteorite esplose a pochi chilometri di quota, spargendo detriti su un’area di alcuni chilometri quadrati. E’ una siderite appartenente alla classe delle Octahedriti IIB.
(cm 13,5 x 8,0)

SIDERITE "NAN DAN"
(classe IIICD) caduta in Cina nel 1532, recuperata a partire dall’inizio del XVIII secolo. Ne sono state rinvenute circa 10 tonnellate. Frammento intero del peso di 2,2 chilogrammi, con la caratteristica patina rugginosa dovuta all’esposizione agli agenti atmosferici.
(cm 14,0 x 11,0)

SIDERITE "GIBEON"
(classe octahedrite IV A) fu trovata dall’esploratore J. Alexander nel 1838 nel deserto della Namibia, Africa Sudoccidentale. Successive ricerche hanno condotto al rinvenimento di oltre 50 pezzi di grandi dimensioni, per un peso totale di 50 tonnellate. La fetta mette in evidenza le figure di cristallizzazione della lega di ferro e nickel di cui è composta. Le lamelle delle figure presentano uno spessore generalmente inferiore 1,5 mm, generalmente più sottili rispetto a quelle delle altre classi di sideriti. Queste meteoriti si sono formate all’interno di pianetini progenitori che hanno subito una fusione completa e un lento raffreddamento. Le sideriti costituiscono il nucleo di tali antichissimi corpi planetari, e forniscono preziose indicazioni sulla loro storia geologica.
(cm 25,5 x 12,00 ) e (cm 8,0 x 6,5 )

 

Nodulo  metallico
Classificazione incerta
(cm 8,5 x 6,0 )

 

SIDERITI  ATAXITI

SIDERITE "CHINGA":
Meteorite: Chinga
Tipo di meteorite: Siderite Ataxite IVB anomala
Luogo di caduta: Tanna Tuva, Turvinskaya, Russia
Data caduta/ritrovamento: recuperata nel 1913
Quantitativo recuperato: oltre gli 80 kg.
Tipo pezzo: fetta
Peso del pezzo: 98 grammi.
Le ataxiti sono caratterizzate dall’avere un elevato contenuto in nickel, oltre il 40%. L’elevata percentuale di nickel impedisce la formazione di evidenti figure di cristallizzazione. Per tale ragione a scopo di esibizione vengono spesso lucidate a specchio.
(cm 11,0 x 4,4 )

Meteorite: Chinga
Tipo di meteorite: Siderite Ataxite IVB anomala
Luogo di caduta: Tanna Tuva, Turvinskaya, Russia
Data caduta/ritrovamento: recuperata nel 1913
Quantitativo recuperato: oltre gli 80 kg.
Tipo pezzo: fetta
Peso del pezzo: 98 grammi.

 

SIDERITI  HEXAHEDRITI

SIDERITE  HEXAHEDRITE
(cm 7,0 x 2,5 )

 

ACONDRITI

EUCRITE: 
classe rara di meteoriti. Sono costituite da rocce assai simili ai basalti terrestri. Le età radiometriche di circa 4.5 miliardi di anni fa e le anomalie isotopiche, confermano un origine non terrestre di queste rocce. La comparazione di analisi spettrofotometriche effettuate in laboratorio, con lo studio degli spettri degli asteroidi, ha condotto gli astronomi a identificare nel pianetino Vesta in orbita fra Marte e Giove, la fonte di queste speciali meteoriti. Esse rappresentano porzioni della superficie di Vesta distaccatesi a seguito di impatti e scagliate nello spazio per un lungo viaggio attraverso il Sistema solare. Il Telescopio Spaziale in una recente campagna osservativa di Vesta ha identificato aree chiare e scure (vedi il modellino), che potrebbero ricordare la superficie della nostra Luna.
(cm 4,5 x 3,0)

DIOGENITE:
(cm 1,8 x 1,5)

DAG 670: UN FRAMMENTO DELLA SUPERFICIE DI MARTE:
I deserti della Terra a lungo rimasti inesplorati, sono stati sovente considerati terre misteriose ricche di tesori perduti. Numerose generazioni di avventurieri e esploratori hanno percorso lande inospitali spesso ispirati da visioni di rari e preziosi ritrovamenti, calpestando la sabbia e le rocce dei deserti. Ma nessuna fantasia ispiratrice avrebbe potuto suggerire a quegli antichi cercatori e viaggiatori che gli oggetti più preziosi da trovare non erano splendidi manufatti di preziosi metalli, ma rocce scure e ruvide del tutto simili alle pietre taglienti che costituiscono le sconfinate distese dei deserti rocciosi. Poche rocce ricoperte dalla nera patina di fusione delle meteoriti sono state trovate qui e lì, dai moderni esploratori che percorrono i deserti con l’occhio alla ricerca dei nuovi tesori: le rocce che vengono da altri mondi.
Nel deserto libico, in una località chiamata Dar Al Ghani sono stati riconosciuti nel 1999 tre frammenti di una roccia simile al comune basalto terrestre, che le analisi isotopiche hanno confermato provenire dal pianeta Marte. I geologi hanno riconosciuto scuri cristalli di olivina nella pasta di fondo costituita da pirosseni e altri minerali. Si tratta probabilmente di una roccia effusa da fenditure vulcaniche sulla superficie del Pianeta Rosso almeno 2000 milioni di anni fa.
(cm 2,6 x 2,0)

 

PALLASITI

PALLASITE  QUIJINGUE:
Trovata nel 1984 in Bahia - Brasile.
(cm 5,5 x 4,0 )

 

IMPATTITI

1) TEKTITI

TEKTITI INDOCINITI
sono derivate dall’impatto di oggetti cosmici (frammenti di asteroidi o comete) con la superficie terrestre. Sono costituite da silicati vetrosi con forme allungate e sovente aerodinamiche. Rappresentano il materiale schizzato nell’impatto, e velocemente raffreddatosi durante la ricaduta al suolo. Si rinvengono diffusamente in determinate aree (Cecoslovacchia, Indocina, Australasia) e corrispondono a cadute verificatesi in tempi differenti.
(cm tra 6 e 9  x  tra 4 e 5);  (cm 7,0 x 3,0)  e  (cm 3,5 x 4,0)

TEKTITE MOLDAVITE:
(Boema)
(cm 4,0 x 1,5)

TEKTITI  MESSICANE
(cm tra 6 e 3  x  tra 5 e 2)

BOEMITI
(cm tra 4 e 2,5  x  tra 3,5 e 1,5)

 

2) VETRO  LIBICO

TEKTITE VETROLIBICO:
Tektite rinvenuta nel deserto Libico. Veniva utilizzata dagli antichi egizi come pietra ornamentale  per gioielli.
(cm 6,0 x 4,0 )

TEKTITE  VETROLIBICO  -   Manufatto  (Neolitico)
(cm 5,5 x 3,5 )

 

3) AUSTRALASITI

AUSTRALASITE:
(cm 1,5 x 1,5 )

 

4) SHATTER CONE

SHATTER CONE:
roccia fratturata dall'impatto di un asteroide, Wells Creek, Tennessee
(cm 5,5 x 4,5 )

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COLLEZIONE  DI  FOSSILI  DEL  CDS - HIPPARCOS

ARCHEANO    4.000 - 2.300  (milioni di anni)

 

TESTIMONIANZE DI VITA NEL PRECAMBRIANO: B.I.F.
(Banded Iron Formation), Formazione del Ferro a bande
Era: Proterozoico Inferiore (2500-1500 milioni di anni fà).
Note: La Formazione del ferro a bande costituisce i più importanti giacimenti di minerali ferrosi del pianeta. I B.I.F. sono formati da alternanze di sottili lamine di silice e di ossidi di ferro (ematite e/o magnetite), nella foto rispettivamente le bande di colore giallo e rosso scuro. La loro origine è da ricondurre alla precipitazione chimica del ferro, precedentemente sciolto negli oceani allo stato di ferro ferroso.
Tale processo potè avvenire quando il tasso di ossigeno negli oceani si arricchì gradualmente per l’attività di miriadi di alghe unicellulari fotosintetiche, durante i primi due miliardi di anni della vita del nostro pianeta, contribuendo ad ossidare il ferro. Il ferro allo stato ossidato chiamato ferrico è scarsamente solubile in acqua. Si formarono così ampi giacimenti sedimentari. Questi ultimi sono dunque testimonianze della prima fase di trasformazione del nostro pianeta effettuata da organismi viventi, con la formazione di una idrosfera e quindi di un’atmosfera ricca di ossigeno. Per questo motivo non esistono formazioni tipo B.I.F. più recenti di 1500 milioni di anni.
Provenienza: Australia Nordoccidentale.
(cm 18,0 x 15,0)  

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PROTEROZOICO INFERIORE  2.300 - 800  (milioni di anni)

 

STROMATOLITE:
Precambriana dela Bolivia
(cm 18,5 x 9,0)

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PROTEROZOICO SUPERIORE  800 - 570  (milioni di anni)

 

FOSSILI PRECAMBRIANI: genere Cyclomedusa, specie plana
Era: Proterozoico Superiore, Periodo Ediacariano, (670-590 milioni di anni fà).
Note: La scoperta di questi fossili testimonia che alla fine del Precambriano esisteva un gruppo differenziato di organismi pluricellulari, da cui si sono evoluti tutti gli attuali metazoi. Le cyclomeduse rappresentano i probabili antenati del Phylum dei Celenterati che comprende le attuali meduse.
Provenienza: fossile precambriano, da Ediacara, Australia Sudoccidentale.
Habitat: Le cyclomeduse vivevano nelle acque di lagune dai fondali bassi.
Diffusione: mondiale .
(cm 12,5 x 10,5)

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PALEOZOICO INFERIORE  570 - 395  (milioni di anni)

 

TRILOBITE: Ordine Redlichiida, genere Olenellus specie
Periodo: Cambriano Inferiore (550 milioni di anni fa).
Note: Sono caratterizzati da un "cefalon" molto sviluppato, con lunghe spine chiamate "genali" (vedi la figura). Sono presenti anche lunghe spine a livello del terzo segmento del "torace", è generalmente presente anche una spina caudale negli esemplari conservati perfettamente.
Habitat: vivevano in fondali profondi al bordo esterno delle fasce costiere.
Diffusione: Fossile guida del Nordamerica.
(cm 2,0 x 2,0)

 

TRILOBITE: genere Ellipsocephalus, specie hoffi
Periodo: Cambriano medio (530 milioni di anni fa).
Note: Individui generalmente di piccole dimensioni fra 1 e 2 centimetri, con "cefalon" semicircolare e occhi piccoli.
Provenienza: Germania.
Habitat: vivevano in fondali bassi delle fasce costiere.
Diffusione: Europa e Nordamerica.
(cm 9,0 x 6,0)

 

TRILOBITE: genere Asaphus
Periodo: Ordoviciano (490-450 milioni di anni fa).
Note: sono caratterizzati dall’avere "cefalon" e "torace" di dimensioni circa simili. Il "torace" è costituito da un numero limitato di segmenti massimo otto, il "pigidio" è molto sviluppato (come si osserva nella foto).
Habitat: vivevano in fondali poco profondi di mari caldi.
Diffusione: Mondiale.
(cm 3,0 x 2,5)

 

TRILOBITE: Ordine Ptychopariida, genere Elrathia specie kingii
Periodo: Cambriano medio (550-530 milioni di anni fa).
Note: Caratterizzati da piccole dimensioni, lunghi circa 2 centimetri (vedi figura). Nell’esemplare si evidenziano bene le parti in cui era diviso il "cefalon": glabella, guance, lembo e punte genali. Il "torace" era diviso in 12-14 segmenti.
Provenienza: Nordamerica.
Habitat: viveva su fondali profondi argillosi, lungo la fascia più esterna delle aree costiere.
Diffusione: Nordamerica.
(cm 2,5 x 1,8)

 

TRILOBITE: Ordine Odontopleurida, genere Retamaspis, specie mellenderi
Periodo: Ordoviciano (490-450 milioni di anni fa).
Note: I trilobiti Retamaspis, appartengono all’ordine degli Odontopleurida, e sono caratterizzati da un largo esoscheletro. Gli occhi sono piccoli e situati indietro nel "cefalon", il "thorax" è costituito da nove o dieci segmenti spesso spinati.
Provenienza: Spagna.
Habitat: vivevano in fondali poco profondi, e forse erano prevalentemente nectonici (nuotatori).
Diffusione: mondiale.
(cm 10,5 x 8,5)

 

CORALLI PALEOZOICI: Classe Tabulata, Ordine Favositida, genere Halysites
Periodo: Ordoviciano-Siluriano (500-430 milioni di anni fa).
Note: Sono colonie costituite da numerosi individui chiamati "coralliti" uniti tra loro da tubicoli, che conferiscono alle diverse specie l’aspetto di catene più o meno fitte, separate da "Tabulae", pavimentazioni separatorie ad andamento prevalente orizzontale.
Habitat: Tipici organismi marini di scogliera, costituiti da specie solitarie o coloniali. Vivevano in acque basse e calde.
Diffusione: mondiale.
(cm 10,0 x 9,0)

 

BRACHIOPODI: Classe Articulata, generi Strophomena, Onniella Rafinesquina, Lepidocyclus
Periodo: Ordoviciano medio (440 milioni di anni fà).
Note: antichi organismi marini, simili ai bivalvi, che vivevano attaccati ai fondali marini costieri degli oceani paleozoici. Provengono dal Canada, periodo Devoniano (395-345 milioni di anni fa).
Provenienza: Franklin County, Formazione Waynesville, Indiana USA.
Diffusione: mondiale.
(cm 22,0 x 18,0)

 

GRAPTOLITI: Ordine Graptoloidea, genere Monograptus
Periodo: Ordoviciano (490-420 milioni di anni fà).
Note: Erano minuscoli organismi marini riuniti in colonie. Fossilizzano in "gumbelite", un silicato idrato di alluminio, la cui tonalità chiara spicca sul colore scuro di scisti argillosi frequentemente bituminosi, che ne costituiscono spesso la matrice rocciosa (vedi foto). Presentavano un "tessuto cordale" che si pensa rappresenti la prima tappa verso la comparsa della "corda", struttura assile che diverrà la base dell’organizzazione dei Cordati il Phylum che comprende anche i vertebrati. Rappresentano importanti fossili guida dell’Ordoviciano e Siluriano (500-395 milioni di anni fà).
Provenienza: Erkimer, New York State, USA.
Habitat: vivevano in mare aperto, liberamente trasportati dalle correnti.
Diffusione: mondiale.
(cm 16,0 x 10,5)

 

BRIOZOI:
Cambriano medio
(cm 5,5 x 1,0  e  4,0 x 2,0)

 

CYRTOSPIRIFER:  (Belgio)
(cm 5,5, x 3,0) 

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PALEOZOICO SUPERIORE  395 - 235  (milioni di anni)

 

TRILOBITE: Ordine Phacopida, genere Calymene
Periodo: Ordoviciano-Devoniano; (495-345 milioni di anni fa) esemplare del Devoniano (395-345 milioni di anni fa).
Note: I Calymene erano in grado di arrotolarsi completamente, grazie a un esoscheletro fortemente convesso, e un "pygidium" (coda) più piccolo del "cefalon". Gli occhi erano di piccole dimensioni e situati all’indietro. Si rinvengono frequentemente all’interno di noduli arenacei (vedi foto 22 a-b)
Provenienza: Marocco, Nordafrica.
Habitat: Erano abitatori di fondali poco profondi, probabilmente cattivi nuotatori si muovevano su superfici sabbiose.
Diffusione: mondiale.
(cm 5,0 x 3,0)
[è presente inoltre un'altra trilobite dello stesso ordine e genere di cm 4,2 x 2,0]

 

TRILOBITE: Ordine Phacopida
Periodo: Devoniano (395-345 milioni di anni fa).
Note: L’ordine dei Phacopidae era caratterizzato da un grande "cefalon" con glabella estesa e sporgenze chiamate "tubercoli", avevano occhi composti di rilevanti dimensioni.
Habitat: trilobiti che prosperavano in ambienti marini di acque basse e calde, quali le lagune tropicali del Periodo Devoniano.
Provenienza: Marocco, Nordafrica.
Diffusione: Mondiale.
(cm 23,0 x 20,5)

 

VERTEBRATI PESCI: Classe Agnata, Ordine Osteostraci, genere Podolaspis, specie lerichei
Periodo: Devoniano Inferiore (395-360 milioni di anni fà).
Note: I Podolaspis erano piccoli pesci d’acqua dolce, lunghezza di circa 20 centimetri, sprovvisti di mascelle (da cui il nome della classe), dotati di uno scudo osseo dorsale con pinne (nella foto osservare la cavità dove si inseriva la pinna dorsale) e di scaglie che ricoprivano la coda. L’esemplare presenta tre piccoli ocelli di cui due laterali e uno centrale (vedi foto e figura illustrativa)
Provenienza: Terebovla, Ucraina (ex URSS).
Habitat: Abitavano fiumi e laghi del "continente delle Arenarie Rosse antiche".
Diffusione: Europa.
(cm 9,0 x 3,0)

 

ANFIBI: Sottoclasse Labirontodonti, Ordine Antracosaurida, genere Discosaurus
Periodo: Permiano Inferiore (260-230 milioni di anni fa).
Note: assomigliavano superficialmente a piccole salamandre, di lunghezza attorno ai 25-40 centimetri, si riconoscono arti con quattro dita. L’ordine degli Antracosaurida comprende le forme che sono più simili ai rettili, fra cui Seymouria.
Provenienza: Austria.
Habitat: Erano anfibi completamente acquatici che abitavano laghi e stagni temporanei, soggetti a essiccamento durante le stagione secca. Queste caratteristiche climatiche hanno contribuito a frequenti morie di un gran numero di individui, come è evidenziato dai ricchi giacimenti fossiliferi.
Diffusione: Europa.
(cm 25,0 x 4,0)

 

ANFIBI: Sottoclasse Labirontodonti, Ordine Antracosaurida, genere Seymouria, specie baylorensis
Periodo: Permiano Inferiore (270 milioni di anni fa).
Note: Il genere Seymouria rappresenta l’anello di congiunzione fra Anfibi e Rettili. Alcuni autori lo ritengono di fatto appartenente già ai Rettili. Di taglia medio piccola, lunghezza in genere di circa 50 centimetri, è bene adattato per lo spostamento al suolo, come si deduce dalle vertebre sacrali saldamente collegate al bacino. Anche la colonna vertebrale è solida, adatta a sostenere il peso della deambulazione. I caratteri più primitivi sono a carico del ossa encefaliche. I resti fossili non testimoniano se Seymouria deponeva le uova nell’acqua, o se aveva già sviluppato un uovo con guscio e sacco amniotico da deporre in ambiente subaereo. Nell’ultimo caso sarebbe di fatto il primo rettile.
Provenienza: COPIA, dalla Formazione Clear Fork, Texas USA.
Habitat: popolavano le rive di laghi e stagni, carnivori si nutrivano di molluschi.
Diffusione: Nord America.
(cm 40,0 x 80,0)

 

RETTILE MESOSAURO: Sottoclasse Anapside, Ordine Mesosauria, genere Mesosaurus
Periodo: Permiano Superiore (270-250 milioni di anni fa).
Note: Sono le prime forme rettiliane che si adattano alla vita acquatica, sia di fiumi e laghi, che di bacini marini di limitata estensione, non potevano sostenere vita marina lontani dalle coste.
I Mesosauri sudamericani e africani rappresentano la più suggestiva prova paleontologica della cosiddetta "deriva dei continenti". La presenza sulle due sponde dell’Atlantico meridionale di forme simili di mesosauri, animali acquatici incapaci di attraversare estensioni oceaniche, attesta che il braccio di mare che nel Permiano separava i due continenti era estremamente limitato. Infatti la frammentazione del Pangea, si originò circa 240 milioni di anni fa, con l’inizio dell’apertura dell’Atlantico Meridionale, apertura che si concluderà circa 70 milioni di anni dopo, alla fine del Periodo Giurassico.
Provenienza: Brasile, Sud America.
Habitat: I Mesosauri presentavano forme adattate sia alle acque continentali, fiumi e laghi, che marine, di cui popolavano le coste basse, erano animali predatori.
Diffusione: Sud America, Africa Meridionale, Europa Centrale.
(cm 40,0 x 30,0)

 

FORESTE PALEOZOICHE: Tipo Pteridofite, Classe Pteropsidi, genere Tietea, specie singularis
Periodo: Permiano (300-235 milioni di anni fa).
Note: Le Tietea sono rappresentanti delle grandi felci arboree che hanno costituito le foreste del Carbonifero e Permiano. Alcune esemplari di grandi felci potevano raggiungere i venti metri d’altezza. Tali dimensioni erano rese possibili da tronchi dotati di capaci canali vascolari che permettevano il trasporto efficace della linfa alla sommità della pianta (vedi nella foto A il dettaglio della parte centrale).
Provenienza: Araguina, Maranhao, Brasile.
Habitat: le grandi foreste pluviali della fascia intertropicale.
Diffusione: mondiale.
(cm 18,0 x 10,0)

 

FORESTE PALEOZOICHE: Classe Pteridofite, Ordine Glossopteridales, genere Glossopteris
Periodo: Permiano (280-230 milioni di anni fa).
Note: Erano delle Pteridosperme a portamento arboreo. Costituivano estese foreste nelle pianure e deboli rilievi delle medie latitudini dell’emisfero australe. Le foglie spesso a forma lanceolata, avevano una tipica vena centrale da cui irradiava un reticolo a maglie rombiche.
Provenienza: Australia.
Habitat: il genere Glossopteris cresceva nelle pianure temperate umide dell’emisfero meridionale.
Diffusione: emisfero meridionale.
(cm 16,5 x 9,0)

 

AMMONITE   GONIATITES:
(cm 12,0 X 9,0)

 

ARCHAEOCYDARIS:
(cm 20,0 x 11,0)

 

BRACHIOPODI  E   MOLLUSCHI:
Devoniano dell'Ucraina
(cm 17,0 x 12,0)

 

CORTECCIA   DI  SIGILLARIA:
Carbonifero - Alta Slesia
(cm 12,5 x 9,5)

 

CRINOIDI   ARTHROACANTA:
Devoniano
(cm 13,0 x 11,0)

 

FELCI ED EQUISETACEE:
Periodo carbonifero (Germania).
Testimonianze delle estese foreste che in quel  periodo dell'Era Paleozoica (360-285 milioni di anna fa) ricoprivano la gran parte delle terre emerse del supercontinente Pangea. 
(cm 22,0 x 18,0)

 

EURYPTERUS:  periodo Ordoviciano (Wenlokiano)  (Ucraina)
(cm 15,0 x 9,5)

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MESOZOICO TRIASSICO  235 - 192  (milioni di anni)

 

RETTILE MAMMALIANO: Sottoclasse Synapsida, Ordine Therapsida, genere Lystrosaurus, specie andersoni
Periodo: Triassico Inferiore (230-215 milioni di anni fa).
Note: I Lystrosauri, aventi dimensioni fino a due metri di lunghezza, appartengono ai Synapsidi, un gruppo di rettili caratterizzati da un cranio con una sola apertura o finestra, come si osserva nelle foto, e con caratteristiche morfologiche che li avvicinano ai mammiferi. Infatti nella mascella si nota la presenza di due grandi canini, e anche la mandibola presenta caratteristiche simili ai mammiferi. Rimane ancora molto piccolo l’encefalo, e non si notano altri denti differenziati quali incisivi e molari, che compariranno in specie successive. Forse erano già animali omeotermi. Da tale gruppo si sono staccate forme che hanno condotto nel Periodo Giurassico alla comparsa dei Mammiferi.
Provenienza: COPIA Berguille, Formazione del Karroo, Sudafrica.
Habitat: La posizione arretrata delle narici, verso l’alto suggerisce che conducessero vita semiacquatica su coste di laghi e in paludi. Probabilmente erano erbivori, e i canini avevano funzione di difesa.
Diffusione: mondiale.
(cm 18,0 x 15,0 x 10,0)

 

AMMONITE   LYTOCERAS:
(cm 20,0 x 17,0)

 

CRINOIDI:
Triassico - Cina
(cm 24,0 x 12,0)

 

LAMELLIBRANCHI:  genere Megalodon
Periodo: Triassico, epoca Norico (215-200 milioni di anni fa).
Provenienza: Dolomiti.
Habitat: Ambiente di acque basse.
Diffusione: mondiale.
(cm 5,5, x 1,0)

 

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MESOZOICO GIURASSICO  192 - 135  (milioni di anni)

 

UCCELLI PRIMITIVI: Ordine Archeopterygiformes, genere Archeopteryx
Periodo: Giurassico Superiore (150-130 milioni di anni fa).
Note: Gli Archeopteryx rappresentano l’anello di transizione fra rettili e uccelli. Furono rinvenuti nei sedimenti di una laguna del Giurassico presso Solnhofen, Germania. Mostrano caratteri rettiliani quali becco con denti (vedi foto B), una lunga coda costituita da numerose vertebre, si riconoscono tre dita con artigli (vedi foto C), mentre esibivano contemporaneamente il piumaggio tipico degli uccelli, (vedi foto F). Le dimensioni erano modeste, circa 40-50 centimetri di lunghezza, simili a quelle di un pollo, e probabilmente erano insettivori.
Provenienza: COPIA (originale presso il Geological Museum, Londra); Solnhofen, Baviera, Germania.
Habitat: Abitava le aree costiere de mari interni dell’Europa del Giurassico. Era adatto al volo attivo, ma probabilmente nidificava in corrispondenza di alture e rilievi per effettuare anche voli planati.
Diffusione: Europa.
(cm 45,0 x 35,0)

 

AMMONITE:
(cm 17,0 x 15,0)

 

AMMONITI   DACTYLIOCERAS:
(cm 40,0 x 30,0)

 

AMMONITE   HILDOCERAS:
(cm 19,0 x 16,0)

 

AMMONITE   ORTHOSPHINCTES:  mollusco cefalopode vissuto
nei mari del Giurassico epoca Dogger, circa 150 milioni di anni fa.
(cm 11,5 x 9,5)

 

BELEMNITE  Acrocoelites:   periodo Giurassico - Liass  (Germania)
(cm 17,0 x 13,0)

 

CRINOIDI   SACCOCOMA:
Giurassico
(cm 2,5 x 2,0)

 

NINFE   DI  LIBELLULA:
HEPTAGENIA - Giurassico
(cm 3,5 x 0,8  e  3,5 x 0,7)

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MESOZOICO CRETACICO  135 - 65  (milioni di anni)

 

AMMONITE  ANCELOCERAS:
(cm 10,0 x 7,0)

 

PESCE  FOSSILE  Eurypholis Boissieri:
Di acque dolci - Ordine Proacanthopterigi.  Loc.: Hakel (Libano). Cretaceo Superiore.
(cm 15,0 x 4,0)

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TERZIARIO PALEOGENE  65 - 37,5  (milioni di anni)

 

CORALLO   SCLERACTINIA:
Eocene - prov.Marocco
(cm 18,0 x 15,0)

 

PESCE  FOSSILE  -  DALAPIS:
Popolava i laghi e i fiumi del Nord Africa durante l'Età Eocenica  (55-48 milioni di anni fa) 
(cm 14,0 x 4,5)

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TERZIARIO NEOGENE  37,5 - 2  (milioni di anni)

 

CANCER: Granchio del Miocene (circa 15 milioni di anni fa) della Puglia.
Splendido esemplare in perfetto stato di conservazione.
(cm 9,5 x 7,0)

 

ECHINODERMI: Classe Echinoidi, ordine Clypeasteroida, genere Encope
Periodo: Miocene-Recente (15 milioni-attuale)
Note: Echinoide dal profilo molto sottile. Sono bene evidenti i cinque "petali" nella parte centrale della faccia superiore. Rimarchevoli anche i cinque fori chiamati "lunule", che attraversano l’intero esoscheletro.
Habitat: vivono infossati nella sabbia in acque poco profonde di aree tropicali, spesso in comunità numerose.
Diffusione: Americhe
(cm 9,0)

 

 

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