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Le stelle variabili

Possiamo definire "stelle variabili" (o anche semplicemente "variabili"), quelle stelle che presentano nel tempo delle variazioni nella luminosità che possono essere più o meno regolari e più o meno intense. La prima stella variabile è stata scoperta nel 1596 da Fabricius quando osservò, nella costellazione della Balena (Cetus) una stella (Mira Ceti) che non aveva mai visto prima. Lo studio sistematico delle variabili, iniziato solo in epoca recente a seguito  dell’applicazione all’astronomia della fotografia, è fondamentale per comprendere l’evoluzione stellare.
                                                                                                                                       (continua dopo la classificazione)

Classificazione dei vari tipi di stelle variabili:
(A cura di: "The Library, Australian National University" - http://msowww.anu.edu.au/)

1) STELLE VARIABILI CATACLISMICHE

2) STELLE BINARIE A ECLISSE

3) STELLE VARIABILI ELLISSOIDALI

4) STELLE VARIABILI INTRINSECHE

5) STELLE VARIABILI IRREGOLARI

6) STELLE VARIABILI PECULIARI

7) STELLE VARIABILI PULSANTI

8) STELLE VARIABILI SEMIREGOLARI

-----------------------------------------------------------

 

1) STELLE VARIABILI CATACLISMICHE

UF
stelle binarie cataclismiche
stelle eruttive
stelle variabili eruttive
stelle variabili esplosive
BT
STELLE BINARIE
UF
binarie
sistemi binari
stelle doppie
stelle binarie larghe
NT
STELLE VARIABILI ALGOL
STELLE BINARIE ASTROMETRICHE
STELLE VARIABILI CATACLISMICHE
STELLE BINARIE STRETTE
STELLE DOPPIE A CONTATTO
STELLE BINARIE SEPARATE
STELLE BINARIE A ECLISSE
STELLE VARIABILI ELLISSOIDALI
STELLE BINARIE ERUTTIVE
STELLE BINARIE INTERAGENTI
STELLE RS CANUM VENATICORUM
STELLE BINARIE SEMISTACCATE
STELLE BINARIE SPETTROSCOPICHE
STELLE BINARIE VISUALI
RT
ACCRESCIMENTO
APOCENTRO
CENTRO DI MASSA
STELLE COMPAGNE
PARALLASSE DINAMICA
INCLINAZIONE
PERDITA DI MASSA
RAPPORTI DI MASSA
STELLE MULTIPLE
OCCULTAZIONI
DETERMINAZIONE DELL'ORBITA
ORBITE
PERIODO
CAMBIO DI PERIODO
DETERMINAZIONE DEL PERIODO
FASE [ONDA]
ANGOLO DI POSIZIONE
STELLE RUNAWAY
ASSE SEMIMAGGIORE
SEPARAZIONE
PROBLEMA DEI DUE CORPI
TEOREMA DI VON ZEIPEL
STELLE VARIABILI
NT
STELLE ALFA2 CANUM VENATICORUM
STELLE AM CANUM VENATICORUM
STELLE BINARIE ERUTTIVE
STELLE GAMMA CASSIOPEIAE
NOVAE
STELLE RW AURIGAE
STELLE SS CYGNI
STELLE SU URSAE MAIORIS
SUPERNOVAE
STELLE SX ARIETIS
STELLE SIMBIOTICHE
STELLE U GEMINORUM

STELLE UU HERCULIS

STELLE UV PERSEI
STELLE UX URSAE MAJORIS

STELLE WZ SAGITTAE

STELLE BINARIE X
STELLE Z CAMELOPARDALIS
RT
ERUZIONI
STELLE BINARIE INTERAGENTI
SCAMBIO DI MASSA
PERDITA DI MASSA
OUTBURST OTTICI

 

 

2) STELLE BINARIE A ECLISSE

UF
stelle a eclisse
stelle variabili a eclisse
stelle binarie fotometriche
BT
STELLE BINARIE
STELLE VARIABILI
NT
STELLE VARIABILI ALGOL
STELLE BETA LYRAE
STELLE DQ HERCULIS
STELLE R CANIS MAJORIS
STELLE UPSILON SAGITTARII
STELLE W URSAE MAJORIS
RT
STELLE DOPPIE A CONTATTO
ECLISSI
STELLE VARIABILI ELLISSOIDALI
STELLE BINARIE INTERAGENTI
ECLISSI PARZIALE
ELEMENTI FOTOMETRICI
LOBO DI ROCHE
STELLE BINARIE SPETTROSCOPICHE
ECLISSI TOTALI

 

3) STELLE VARIABILI ELLISSOIDALI

UF
stelle binarie ellissoidali
stelle binarie fotometriche
BT
STELLE BINARIE
STELLE BINARIE STRETTE
STELLE DOPPIE A CONTATTO
STELLE VARIABILI
NT
STELLE BETA LYRAE
RT
STELLE BINARIE A ECLISSE
STELLE BINARIE SPETTROSCOPICHE

 

 

4) STELLE VARIABILI INTRINSECHE

UF
stelle instabili
BT
STELLE VARIABILI
NT
OGGETTI HERBIG HARO

STELLE VARIABILI MAGNETICHE

STELLE VARIABILI PULSANTI
STELLE VARIABILI NELLO SPETTRO

 

 

 

5) STELLE VARIABILI IRREGOLARI

BT
STELLE GIGANTI DI TIPO AVANZATO

STELLE VARIABILI PULSANTI

STELLE VARIABILI
NT
CEFEIDI NANE
STELLE GAMMA CASSIOPEIAE
STELLE VARIABILI TIPO MIRA
STELLE R CORONAE BOREALIS
STELLE RV TAURI
STELLE RW AURIGAE
STELLE T TAURI
RT
STELLE SUPERGIGANTI DI TIPO AVANZATO
STELLE VARIABILI SEMIREGOLARI
STELLE SUPERGIGANTI

ASSOCIAZIONI T

 

6) STELLE VARIABILI PECULIARI

BT
STELLE PECULIARI
 
STELLE VARIABILI

 

 

7) STELLE VARIABILI PULSANTI

BT
STELLE VARIABILI INTRINSECHE
STELLE VARIABILI
NT
STELLE 53 PERSEI
STELLE BETA CEPHEI
STELLE BL HERCULIS
CEFEIDI
STELLE DELTA DELPHINI
STELLE DELTA SCUTI
CEFEIDI BIMODALI
STELLE VARIABILI BIMODALI
CEFEIDI NANE
STELLE VARIABILI IRREGOLARI
STELLE LAMBDA ERIDANI
STELLE VARIABILI A LUNGO PERIODO

STELLE VARIABILI TIPO MIRA

STELLE VARIABILI MULTIPERIODICHE

STELLE RR LYRAE
STELLE RV TAURI
STELLE S VULPECULAE
STELLE VARIABILI SEMIREGOLARI
STELLE SX PHOENICIS
STELLE W VIRGINIS
STELLE ZZ CETI
RT
ASTROSISMOLOGIA
PULSAZIONI BIMODALI
ZONA DI IONIZZAZIONE DELL'HE+
MECCANISMO KAPPA
PULSAZIONE MULTIPERIODICA
PULSAZIONI NON RADIALI
MODI DI ARMONICHE SUPERIORI
PERIODO
CAMBIO DI PERIODO
RELAZIONE PERIODO COLORE
RELAZIONE PERIODO DENSITA
RELAZIONE PERIODO LUMINOSITA COLORE
RELAZIONE PERIODO LUMINOSITA
RELAZIONE PERIODO MASSA
RELAZIONE PERIODO RAGGIO
RELAZIONE PERIODO SPETTRO
MODI DI PULSAZIONE
TEORIA DELLE PULSAZIONI

 

 

8) STELLE VARIABILI SEMIREGOLARI

BT
STELLE GIGANTI DI TIPO AVANZATO
STELLE VARIABILI PULSANTI
BT
STELLE VARIABILI INTRINSECHE
STELLE VARIABILI
NT
STELLE 53 PERSEI
STELLE BETA CEPHEI
STELLE BL HERCULIS
CEFEIDI
STELLE DELTA DELPHINI
STELLE DELTA SCUTI
CEFEIDI BIMODALI
STELLE VARIABILI BIMODALI
CEFEIDI NANE
STELLE VARIABILI IRREGOLARI
STELLE LAMBDA ERIDANI
STELLE VARIABILI A LUNGO PERIODO
STELLE VARIABILI TIPO MIRA
STELLE VARIABILI MULTIPERIODICHE
STELLE RR LYRAE
STELLE RV TAURI
STELLE S VULPECULAE
STELLE VARIABILI SEMIREGOLARI
STELLE SX PHOENICIS
STELLE W VIRGINIS
STELLE ZZ CETI
RT
ASTROSISMOLOGIA
PULSAZIONI BIMODALI
ZONA DI IONIZZAZIONE DELL'HE+
MECCANISMO KAPPA
PULSAZIONE MULTIPERIODICA
PULSAZIONI NON RADIALI
MODI DI ARMONICHE SUPERIORI
PERIODO
CAMBIO DI PERIODO
RELAZIONE PERIODO COLORE
RELAZIONE PERIODO DENSITA
RELAZIONE PERIODO LUMINOSITA COLORE
RELAZIONE PERIODO LUMINOSITA
RELAZIONE PERIODO MASSA
RELAZIONE PERIODO RAGGIO
RELAZIONE PERIODO SPETTRO
MODI DI PULSAZIONE
TEORIA DELLE PULSAZIONI
STELLE VARIABILI
NT
STELLE RV TAURI
STELLE S VULPECULAE
RT
STELLE VARIABILI IRREGOLARI
STELLE VARIABILI TIPO MIRA
STELLE SUPERGIGANTI


Henrietta Swan Leavitt (1868-1921)
La Leavitt s
tudiò le stelle variabili presenti nelle Nubi di Magellano e scoprì la presenza di stelle cefeidi, un tipo particolare di variabili che pulsano ritmicamente con un periodo di pochi giorni.
Nel 1912 scoprì l’importante relazione tra magnitudine apparente media osservata e periodo delle stelle cefeidi: le cefeidi che avevano il periodo di variazione della luminosità più lungo erano anche intrinsecamente le più luminose. Inoltre, poiché le stelle di una galassia possono considerarsi tutte poste alla stessa distanza dalla Terra, era anche ricavata la magnitudine assoluta. Quindi, osservando la relazione tra la luminosità delle cefeidi e il periodo di pulsazione si può calcolare la quantità di luce che emettono e quindi utilizzare questo valore per stimarne la distanza. Si stabilirono così anche le distanze delle vicine "nebulose spirale". Leavitt scoprì anche 4 novae e 2.400 ca. stelle variabili.
Diversi scienziati proposero il suo nome per il premio Nobel del 1925, ma lei, già ammalata da tempo, morì nel 1921.
 

1) Variabili ad eclisse o binarie ad eclisse
Non corrispondono a vere e proprie stelle variabili perchè la variazione del loro splendore è causata solo dal periodico passare di una stella davanti ad un’altra lungo la nostra direzione di osservazione e non da una variazione intrinseca. In una stella doppia, se l’inclinazione del piano orbitale è inclinato nello spazio in modo da coincidere o quasi con la direzione d’osservazione, ossia con un'inclinazione di 90°,  allora le due componenti si eclissano reciprocamente in un periodo e la luce varia nel tempo periodicamente.

Ci sono attualmente tre tipi di variabili ad eclisse (ma é più corretto chiamarle binarie ad eclisse):

1) Stelle del tipo di Algol, dal nome della stella prototipo (Algol o "b Persei"); entrambi i membri hanno forma sferica e il periodo è compreso in un intervallo da 2 a 3 giorni o da 5 a 8 giorni; abbiamo un minimo principale ed un minimo secondario molto piccolo; la stella rimane quindi per la maggior parte del tempo alla sua massima luminosità.

2) Stelle del tipo "b Lyrae", dove le due componenti, di diverse dimensioni,  sono così vicine da assumere una forma ellissoidale a causa delle sollecitazioni mareali e possono trovarsi quasi a contatto; il periodo è superiore a un giorno e sono prsenti variazioni di luminosità continue con alternanza di minimi molto e poco profondi.

3) Stelle del tipo "W Ursae Majoris", nelle quali le componenti sono di forma ellissoidale di  simili dimensioni, piccolissime quasi nane, e vicinissime tra loro, quasi a contatto; il periodo è inferiore a un giorno.

La maggior parte delle delle variabili ad eclisse (il 90% ca.) presenta periodi inferiori ai 10 giorni,  anche se vi sono variabili con periodi eccezionalmente lunghi (ad es. "e Aurigae" con ben 9.883 giorni); mentre altre variabili hanno un periodo inferiore a 0,2 giorni (ad es. "SX Phoenicis" con soli 79 minuti).

 

2) Variabili intrinseche o fisiche
Corrispondono a quelle stelle variabili nelle quali le variazioni di splendore sono causate da variazioni nelle condizioni fisiche della stella, quali, ad es., variazioni di temperatura, di densità e di volume.

Ci sono attualmente due grandi classi di variabili intrinseche:

a) Variabili pulsanti: caratterizzate da variazioni abbastanza regolari di splendore, temperatura e densità, in aggiunta a variazioni di velocità radiale interpretabili come oscillazioni o pulsazioni del raggio intorno a una posizione media.

b) Variabili eruttive: caratterizzate da variazioni meno regolari di splendore con improvvisi  aumenti di splendore e con una variazione normalmente più intensa che nelle pulsanti; la variazione  è probabilmente causata da un’esplosione a causa del fatto che tutte le righe spettrali mostrano,   tramite l'effetto Doppler (Blueshift), un intenso avvicinamento indicante l’espulsione di gas dalla stella.

In ogni caso la suddivisione dei due tipi di variabili non è marcatissima: si conoscono infatti variabili pulsanti molto irregolari e variabili esplosive le cui esplosioni presentano una certa periodicità.

 

a) Variabili pulsanti:

    1- Cefeidi a lungo periodo: prototipo di questa classe è la stella "d Cephei"; quindi stelle  supergiganti gialle, con periodi tra 1 e 70 giorni e con ampiezza delle variazioni tra 0.1 e 2 magnitudini. La temperatura superficiale della stella ha un incremento di  1.000° Kelvin circa e ciò causa un cambiamento nel colore della stella: al minimo tende al giiallo o all’arancione e  al massimo tende al bianco. Anche il raggio presenta delle variazioni o pulsazioni tra il 4% e il 20%.
    Le Cefeidi a lungo periodo sono suddivise inoltre in:
    a) Cefeidi classiche: stelle supergiganti di Popolazione I, di tipo spettrale F, G o K  altamente evolute, al punto da aver esaurito le riserve di idrogeno ed elio. L'ascesa al massimo è più rapida del successivo declino e le curve di luce sono quasi simmetriche.
    b) Stelle W Virginis o Cefeidi di Popolazione II:   stelle con una massa minore, sono di circa 2 magnitudini più deboli delle Cefeidi classiche di periodo uguale e sono inoltre meno  regolari delle classiche.

    2- Stelle del tipo RR Lyrae o variabili d'ammasso: presentano un periodo inferiore a 1,5 giorni. Sono anche chiamate "variabili d’ammasso" perchè si trovano soprattutto (ma non solo) negli ammassi globulari, anche se RR Lyrae non fa parte di un ammasso. La loro magnitudine assoluta è inferiore a quella delle cefeidi e la relazione tra il loro periodo e la loro luminosità è lineare. Gli spettri sono del tipo A o F: quindi stelle vecchie, di massa inferiore a quella del Sole ma di raggio 4 o 5 volte superiore; presentano quasi tutte la stessa luminosità. Sono suddivise anche in diversi sottotipi (RRa, RRb, RRc) in base ai diversi intervalli di periodi e magnitudini.

    3- Cefeidi nane: il prototipo di questa classe è AI Velorum, tipi spettrali da A ad F,  magnitudine assolute tra +1 e +5 e con periodi fra 0,02 e 0,25 giorni.

    4- Stelle del tipo "d Scuti": hanno periodi brevissimi (max 1 ora). Presentano un comportamento simile a quello delle Cefeidi nane, con le quali venivano un tempo confuse (e quindi anche con le RR Lyrae), ma possiedono però ampiezze minori, spesso inferiori a 1/10 di magnitudine e sono stelle giovani di tipo da A ad F; infine molte di quasta classe di variabili sono binarie spettroscopiche.

    5- Stelle del tipo "b Canis Majoris" o "b Cephei": stelle giganti o subgiganti di tipo spettrale fra B0 e B3, con periodo tra 3 e 6 ore e con una variazione tra 0,1 e 0,3 magnitudini; sono quasi sempre stelle vecchie che hanno esaurito la riserva di idrogeno nel nucleo.

    6- Stelle del tipo Mira o "variabili di lungo periodo": Mira Ceti o anche "o Ceti" corrisponde al prototipo di tale classe di variabili, è la stella più luminosa di questa classe ed è la prima variabile ad essere stata scoperta  (Fabricius, 1596). Queste variabili sono in genere giganti dei tipi spettrali M, S, N ed R, con periodo compreso fra 80 e 1000 giorni e  con variazioni fra magnit. 2.5 e 6 . La variazione può essere anche molto grande, ad esempio "c Cygni" varia di ben 11 magnitudini.

    7. Variabili semiregolari: sono incluse in tale classe stelle giganti e supergiganti di tipo spettrale avanzato con periodo non più regolare, come ad esempio, Antares e Betelgeuse. Presentano ampiezze inferiori rispetto a quelle del tipo Mira ma i periodi sono compresi fra circa 30 e 1.000 giorni circa. Sono inoltre suddivise in vari sottotipi (SRa, SRb, SRc, SRd)  a seconda del tipo spettrale e della regolarità del periodo.

    8- Stelle del tipo RV Tauri: stelle supergiganti di elevata luminosità, tipo spettrale F, G o K, raramente M; periodi fra 50 e 150 giorni, ampiezza di 3 mag.; alternano minimi profondi e poco profondi e sono divise anch'esse in sottotipi in base soprattutto alla maggiore o minore regolarità.

    9- Stelle del tipo "a2 Canum Venaticorum": con variazioni soprattutto nell’intensità di determinate righe spettrali e di campo magnetico e con piccole variazioni nelle pulsazioni e nella velocità radiale.

    10- Variabili irregolari: giganti e supergiganti con curve di luce completamente irregolari e ampiezze inferiori a 2 magnit. seppur mediamente di 0.5 mag.

    11- Stelle del tipo "a Cygni": supergiganti pulsanti dei tipi B o A, con periodi brevi e ampiezze inferiori a 0,1 magnitudini.

    12- Stelle dei tipo "ZZ Ceti": stelle nane bianche pulsanti, con periodi che possono essere talmente brevi da toccare i 30 secondi (i più lunghi non toccano i 30 minuti) ed ampiezze inferiori a 0,2 magnitudini. Si possono a volte osservare brillamenti dovuti ad interazioni con una compagna molto vicina.

     

b) Variabili eruttive

1- Novae:  anche se hanno questo nome, si è arrivati a capire, soprattutto grazie alla fotografia, che non si tratta di stelle effettivamente nuove, ma di stelle preesistenti la cui aumentata luminosità rendeva impossibile risalire alla stella nello stadio precedente all’esplosione (Praenova). La magnitudine assoluta delle c.d. praenovae, stelle nane ad alta temperatura superficiale, che è in genere di circa +4,5, può aumentare in un solo giorno fino a 9,5 magnitudini e arrivare anche addirittura sino a 13 magnitudini; la stella  può quindi aumentare la luminosità di 150.000 volte. Il passaggio allo stadio di ex-nova può durare mesi o anni e la magnitudine può scendere fino a +3 circa.
Abbiamo quattro classi diverse di novae, divise in base alla loro caratteristica curva di luce; la luminosità può infatti manifestarsi in diversi modi: in poche ore, come nel caso di V 1500 Cyg (1975), che raggiunse una mag. assoluta di -10  (ma con magnit. apparente di 1,8) e che dopo una settimana non si vide più ad occhio nudo; e può declinare molto lentamente, come nel caso di HR Delphini (1967).
Le novae sono costituite da stelle binarie: abbiamo una stella rossa di bassa densità e una nana bianca. Quest'ultima trae materiale dalla stella rossa, tale materiale produce un disco di accrescimento attorno alla nana bianca, nell'atmosfera della nana bianca si produce un'esplosione nucleare con espulsione di gas ad alta velocità e infine tutto torna nel suo stato iniziale.
Talvolta alcune stelle, come ad esempio T Coronae Borealis, hanno avuto più di un'esplosione e sono chiamate "novae ricorrenti".

2) Novae nane o Variabili Cataclismiche: sono note anche come stelle del tipo "U Geminorum" o "SS Cygni" e presentano, in pochi giorni, a seguito di un periodo di stabilità, un aumento di luminosità tra 2 e 6 magnitudini, con un ritorno alla normalità compreso tra i 10 e i 50 giorni. Non è riscontrata alcuna periodicità nelle variazioni di magnitudine: l’intervallo tra un aumento e il successivo è compreso fra 10 giorni e diversi anni. Anche in questo caso le stelle sono una nana rossa e una nana bianca, e la causa della variazione è la stessa delle vere novae, ma su scala molto più ridotta.

3) Stelle del tipo SU Ursae Majoris: presentano sia massimi normali che massimi di ampiezza maggiore e sono simili alle novae nane.

4) Stelle del tipo Z Camelopardalis: anche se presentano variazioni simili alla precedente classe, si riscontra una luminosità che si mantiene a un livello intermedio tra il minimo e il massimo per periodi di durata imprevedibile.

5) Variabili novoidi: presentano fenomeni esplosivi abbastanza simili a quelli delle vere e proprie novae e i tipi principali sono:

a) Stelle del tipo G Cassiopeiae: presentano piccole ampiezze di variazione, generalmente inferiori a 2 magnitudini, appartengono al tipo spettrale B e hanno un’evoluzione tendente a farle uscire dalla sequenza principale.

b) Stelle del tipo Z Andromedae: denominate anche "stelle simbiotiche" sono stelle binarie molto strette, delle quali una delle due componenti è una stella rossa fredda, mentre l'altra è molto calda: le variazioni sono provocate da pulsazioni della stella rossa e da interazioni fra le due binarie.

c) Stelle del tipo RR Telescopii: caratterizzate da progressive e lente variazioni di luminosità che potrebbero anche essere l’effetto di una transizione verso lo stato di nebulosa planetaria.

d) Stelle del tipo S Doradus: presentano ampiezze di variazioni tra 1 e 3 magnitudini con magnitudini assolute sino a 10 e che possono essere cicliche o irregolari; appartengono alle classi spettrali da B ad F. La stella P Cygni rientra in questa classe di variabili, mentre 30 Doradus attualmente non è più stata inclusa in questa categoria.

e) Supernovae: stelle che esplodono interamente e che differiscono delle novae dove il fenomeno esplosivo è solo parziale.

f) Stelle del tipo R Coronae Borealis: corrispondono a stelle giganti dei tipi spettrali F, G, K o R che mantengono la loro luminosità costante e per diverso tempo, anche se talvolta diminuisce rapidamente di molte magnitudini per poi tornare al valore iniziale. Le stelle appartenenti a tale classe, la cui luminosità può variare anche di 10 magnitudini, sono ricche di carbonio e povere di idrogeno.

 

6) Variabili nebulari: variazioni di splendore del tutto irregolari, con ampiezze di variazione tra 1 e 4 magnitudini. Si distinguono diversi sottotipi:

 

a) Stelle del tipo T Orionis: stelle di piccola massa con variazioni irregolari e spettri da B a K.

b) Stelle del tipo RW Aurigae: stelle che hanno un periodo da alcune ore a vari giorni con ampiezze da 0,5 a 1 mag. e che non sono associate a nebulose.

c) Stelle del tipo T Tauri: stelle variabili neonate o protostelle, quindi giovanissime, che ancora devono entrare a far parte della c.d. sequenza principale nel diagramma HR e che presentano variazioni irregolari di piccola ampiezza.

d) Stelle del tipo FU Orionis: aumentano la luminosità di molte magnitudini in pochi mesi e possono mantenere tale luminosità, al massimo, per decine di anni; nella fase del loro massimo si possono rilevare righe in emissione negli spettri compresi tra A ed F.

e) Stelle del tipo UV Ceti: nane rosse con improvvisi incrementi di luminosità della durata di pochi minuti o massimo di poche ore fra 1 e 6 magnitudini, e che scendono allo splendore normale altrettanto velocemente.

Queste stelle del tipo UV Ceti si dividono in:

- stelle flar
- stelle flash
, che sono associate a nubi di materia interstellare e che vengono osservate nelle associazioni T Tauri. Proxima Centauri, la stella più vicina al nostro Sole è un esempio si queste stelle flash