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Stephen W. Hawking
Considerato tra i più grandi scienziati del XX secolo, nacque nel
1942, effettuò ricerche sui buchi neri e
sulla relatività generale.
Hawking, pur costretto alla immobilità dalla sclerosi laterale
amiotrofica o malattia dei motoneuroni, occupò a Cambridge la
cattedra di matematica lucasiana, la stessa che fu di Newton; per
comunicare il famoso professore dovette ricorrere alla tecnologia
informatica.
Opere (al 2001):
1973: The Large Scale Structure of Space-Time
1975: Particle creation by black holes
1979: General Relativity: An Einstein Centenary Survey
1987: 300 Years of Gravity
1987: Quantum cosmology
1988: A Brief History of Time (Dal Big Bang ai buchi neri)
1993: Black Holes and Baby Universe and Other Essays
1996: The nature of Space and Time
La c.d. radiazione di Hawking
Nel 1974 Hawking dimostrò che i
buchi neri
non sono totalmente neri: essi
irradiano energia in modo continuo con una temperatura
inversamente proporzionale alla loro massa e la dimostrazione è
ricavata dall'applicazione della meccanica quantistica ai campi
elettromagnetici vicino ad un buco nero. A causa
dell'indeterminazione quantistica (principio di indeterminazione
di Heisenberg), coppie di particelle e di antiparticelle
transitano ai margini di un buco nero; una delle particelle può
cadere nel buco nero e superare il c.d. “orizzonte degli eventi”,
mentre l'altra può sfuggire ("radiazione di Hawking").
Nell'emettere particelle in questo modo, i buchi neri perdono
massa e si riducono fino a scomparire del tutto, ossia
“evaporano”.
Altri
scienziati della teoria dei buchi neri e della
"singolarità"
John
Archibald Wheeler
Nato nel 1911, diede un notevole contributo alla teoria del
collasso gravitazionale e divenne famoso anche perché nel 1969
coniò per primo il termine, che poi ebbe successo, di "buco nero".
Roger
Penrose
Egli, analizzando (tra il 1964 e il
1965 a Cambridge) il comportamento dei coni di luce (che
rappresenterebbero praticamente il passato e il futuro di un evento
spazio/temporale nel nostro Universo) situati all’interno di intensi
campi gravitazionali, giunse alla conclusione che dal collasso di
una stella che arrivasse a formare un orizzonte degli eventi si
creerebbe inevitabilmente una singolarità.
Jacob
Bekenstein
Egli propose nel 1972 la teoria secondo la quale un buco nero
dovrebbe avere un’entropia (o stato di disordine) proporzionale alla
superficie al c.d. "orizzonte degli eventi" dovuta ad effetti di
perdita di informazione e conseguente aumento di disordine.
L'Ergosfera
è la zona esterna all'orizzonte degli eventi di un buco nero dalla quale si potrebbe
estrarre energia; il termine è stato coniato nel 1970 da Remo Ruffini e da John Archibald
Wheeler e il procedimento è stato sviluppato da Roger Penrose.
Se potessimo
comprimere la nostra Terra sino ad un diametro di soli 18 mm avremmo "prodotto"
un buco nero.
Molti ipotizzano
che i buchi neri esistenti nellUniverso sono miliardi. L'oggetto Cygnus X-1
Cygnus
X-1 è forte sorgente a raggi X, già individuata nel 1970 dal satellite
"Uhuru", loggetto è stato tra i primi ad essere inclusi nella lista dei
presunti buchi neri. Ha variazioni del flusso di raggi X con periodo di 50/1000 sec. che
fanno pensare ad un oggetto molto piccolo, collassato, orbitante in coppia con una stella
massiccia: si stima in 10 masse solari il buco nero e in 20/30 masse solari laltro
oggetto: tra i due ci sarebbe un intenso scambio di materia caldissima e i raggi X
sarebbero prodotti proprio dalla materia che cade nel buco nero.
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