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“Lazio: le rocce e i vini della nostra regione”

Relatore: Prof. Maurizio Parotto  (Dipartim. Scienze Geologiche, Università “Roma Tre”);
Data: sabato 25-6-2005, ore 18,30;
Sede:
Museo geopaleontologico "Ardito Desio" di Rocca di Cave (Roma).

Il Prof. Maurizio Parotto, relatore della conferenza,  è ordinario di Geologia presso l’Università Roma Tre.  Nell’incontro sarà presentato il saggio “Italian wines and Geology”, “condensato” di un più ampio lavoro  in corso di pubblicazione dal titolo “Geologia dei vini italiani”, di cui sono già uscite la prima e la seconda parte (Italia settentrionale e Italia meridionale) e di cui è in corso di preparazione la terza parte (Italia centrale), nella quale l’Autore si occupa del settore Lazio, Abruzzo e Molise. 

Insieme al pubblico saranno brevemente ripercorse le  tappe geografiche e storiche di un lungo percorso, che in epoca protostorica ha portato la vite fino in Italia, e della  sua coltivazione durata oltre tre millenni.

Oltre alle tecniche colturali e di cantina, fondamentali, altri fattori che controllano la qualità di un vino sono: i vitigni, il clima e la natura del substrato roccioso e dei suoli che lo ricoprono. Questi ultimi derivano dall’alterazione superficiale delle rocce sottostanti, attraverso i millenni, e possono essere modificati dall’uomo. Il substrato roccioso dipende dalla storia geologica del territorio e controlla la composizione chimica dei suoli, che possono essere acidi, basici, neutri; ricchi di silice o carbonati; argillosi o ghiaiosi ecc. In particolare, insieme con la pendenza e l’esposizione del terreno, la composizione dei suoli ha importanza nel controllare le caratteristiche organoelettriche dei vini prodotti in una certa regione. Per esempio, il calcio, uno degli elementi maggiori in molti suoli, conferisce finezza e robustezza al vino; il potassio, comune in molte rocce vulcaniche, dà uve molto zuccherine; i terreni nerastri, ricchi di sostanze azotate, danno vini grossolani,poco alcolici, e così via. Nelle relazioni per la certificazione delle DOC è prevista una relazione geologica molto dettagliata, comprendente anche un profilo pedologico, cioè dei tipi di suoli.

Il mosaico di tipi di suoli che ricopre la nostra regione è la conseguenza di una storia geologica lunga oltre 200 milioni di anni, una storia di scogliere coralline circondate da mari tropicali, di vulcani, di competizione tra mare e fiumi, con alternarsi di climi glaciali e interglaciali. Anche l’uomo ha svolto (e svolge) la sua parte, per esempio con le bonifiche, che hanno cambiato radicalmente la vocazione di alcuni ambienti naturali.

Alla fine della conferenza sarà possibile per il pubblico saggiare e “assaggiare” direttamente la materia, sarà infatti disponibile una degustazione che comprende vini per le diverse tipologie di rocce e suoli: Cesanese d’Affile e Colli della Sabina per le marne, Est Est Est e Frascati per i tufi, Nettuno e Tarquinia per le sabbie e argille recenti. I vini tutti rigorosamente doc sono scelti e forniti dall’Enoteca "Semidivino".